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Paragrafo  7  .  L'Europa centro-orientale   e  balcanica  e  i  paesi

baltici.

     
Nell'Europa  centro-orientale e balcanica i trattati di  pace  avevano
determinato  divisioni politiche non corrispondenti a quelle  etniche,
causando  una  tensione  permanente  nelle  relazioni  internazionali.
All'interno  dei singoli stati poi i contrasti etnici si  sommavano  a
quelli   originati  da  una  grave  crisi  economica,  generando   una
instabilit politica che in molti casi porter all'avvento  di  regimi
dittatoriali.
     In    Austria   il   12   novembre   1918,   dopo   l'abdicazione
dell'imperatore Carlo primo d'Asburgo, venne proclamata la  repubblica
da  un'assemblea costituente, nella quale la forza politica prevalente
erano  i  socialdemocratici, che aspiravano  all'unificazione  con  la
Germania. Questa per venne espressamente vietata dal trattato di pace
firmato  a  Saint-Germain-en-Laye presso Parigi il 10 settembre  1919,
che inoltre obbligava l'Austria al pagamento di una forte indennit di
guerra  e a tenere un esercito limitato a trentamila uomini. A  queste
misure  si  aggiungeva la cessione di vari territori all'Italia,  alla
Cecoslovacchia, alla Iugoslavia e alla Polonia, cosicch  l'estensione
totale  della repubblica austriaca veniva ridotta a 85.000  chilometri
quadrati,  con circa sei milioni e mezzo di abitanti, tutti di  lingua
tedesca e in gran parte concentrati a Vienna.
     Anche  in  Ungheria  si form una repubblica,  la  cui  integrit
territoriale  per  era  minacciata dalle rivendicazioni  degli  stati
confinanti, in particolare della Romania. Ci rendeva assai  acuta  la
tensione politica e sociale, che, gi grave a causa della fame e della
disoccupazione, sfoci nella proclamazione di una repubblica  di  tipo
sovietico  da  parte dei comunisti guidati da Bla Kun nel  marzo  del
1919.  Per  contenere  la  reazione delle forze  controrivoluzionarie,
guidate  dall'ammiraglio  Mikls  Horthy  e  appoggiate  dalle  truppe
rumene,  il  governo  comunista attu una dura  repressione,  ma  pot
resistere solo fino all'agosto del 1919. Venne allora ricostituita  la
monarchia, la cui reggenza
     
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     fu   affidata   all'ammiraglio  Horthy,   il   quale,   liquidata
brutalmente   l'opposizione,  realizz   un   regime   autoritario   e
dittatoriale,  sorretto  dall'esercito,  dalla  Chiesa  e  dai  grandi
proprietari  terrieri.  Alla fine del 1920  il  trattato  del  Trianon
(Versailles)  impose  all'Ungheria, considerata  paese  sconfitto,  la
cessione  di  quasi tre quarti del suo territorio, il pagamento  delle
riparazioni di guerra e la riduzione dell'esercito a 35.000 uomini.
     Nel  1918 si form il regno dei serbi, dei croati e degli sloveni
(dal  1929  Iugoslavia); esso scatur dall'unione  alla  Serbia  e  al
Montenegro gi indipendenti, di Croazia, Slovenia e Bosnia-Erzegovina,
appartenenti  all'ex  impero asburgico, e di  parte  della  Macedonia,
ceduta dalla Bulgaria, ma era indebolito dalle aspirazioni separatiste
di  diversi  gruppi  etnici;  particolarmente  decisi  a  lottare  per
l'autonomia erano i croati, oppressi dal predominio serbo.  Nel  1929,
per  far  fronte  alla  difficile situazione, il re  Alessandro  primo
concentr  il potere nelle sue mani, dando vita ad un regime  di  tipo
dittatoriale.  I  contrasti per diventarono sempre pi  gravi,  anche
perch  i  separatisti  croati, gli ustascia  (in  croato  "ribelli"),
reagivano alla repressione con il terrorismo.
     In  base  al trattato di Neuilly (Neuilly-sur-Seine, 27  novembre
1919)  la  Bulgaria  dovette  cedere parte  del  suo  territorio  alla
Iugoslavia,  alla Romania e alla Grecia, perdendo lo  sbocco  sul  mar
Mediterraneo. Una crescente tensione politico-sociale port, nel 1923,
alla  formazione di un regime dittatoriale ad opera di re Boris terzo,
sostenuto dalle forze conservatrici.
     Anche  la  vita della repubblica polacca, proclamata nel novembre
del   1918,  fu  difficile  sin  dall'inizio.  Ai  contrasti  interni,
determinati  dalla  crisi  economica  e  dalle  rivendicazioni   delle
minoranze  nazionali,  si aggiungeva la conflittualit  per  questioni
territoriali con la Russia, con i paesi baltici, con la Germania e con
la Cecoslovacchia. La conseguente instabilit politica ebbe come esito
l'instaurazione, nel maggio del 1926, di una dittatura  da  parte  del
maresciallo Jsef Pilsudski.
     La  repubblica  cecoslovacca, proclamata nell'ottobre  del  1918,
era  uno  stato  federale  composto da territori  appartenenti  all'ex
impero  austro-ungarico e abitati soprattutto da cechi e da slovacchi.
I primi erano predominanti, ma esercitavano il potere politico in modo
abbastanza  equilibrato. Non mancavano contrasti,  dovuti  soprattutto
alle rivendicazioni autonomistiche degli slovacchi e alle tensioni con
la  popolazione tedesca abitante il territorio dei Sudeti;  nonostante
questo,   la   Cecoslovacchia  era  lo  stato  dell'Europa   orientale
politicamente pi stabile ed economicamente pi avanzato.
     I  trattati di pace consentirono alla Romania di raddoppiare  sia
il territorio che la popolazione; la presenza di consistenti minoranze
non  rumene  causava  contrasti interni  e  con  i  paesi  confinanti,
soprattutto con Bulgaria, Russia e Ungheria.
     Con  il trattato di Svres (10 agosto 1920) la Turchia, in quanto
paese   sconfitto,   fu   ridotta  al   solo   territorio   originario
dell'Anatolia, senza Smirne e il suo retroterra che vennero  assegnati
alla Grecia insieme alla Tracia e ad alcune isole dell'Egeo. L'Armenia
venne riconosciuta indipendente; le isole del Dodecaneso e Rodi furono
poste  sotto  la  sovranit italiana, Cipro e  l'Egitto  sotto  quella
inglese.  Gli stretti furono smilitarizzati e posti sotto il controllo
internazionale.  I  territori  medio-orientali  divennero  oggetto  di
spartizione  tra  Inghilterra e Francia con il  sistema  dei  mandati.
L'accanita  resistenza contro lo smembramento del paese,  guidata  dal
generale Mustafa Kemal,
     
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     ottenne  per  un  nuovo  accordo (24 luglio  1923,  trattato  di
Losanna),  in  base  al quale la Turchia recuper  interamente  l'Asia
Minore,  la Tracia orientale e il controllo sugli stretti.  Lo  stesso
Mustafa  Kemal,  detto  Atatrk  ("padre  dei  turchi"),  promosse  la
trasformazione  dello  stato da sultanato in repubblica  con  capitale
Ankara,  della  quale  fu presidente dalla proclamazione  (29  ottobre
1923)  fino  alla  morte (1938). Kemal avvi una vasta modernizzazione
del  sistema  politico  e dell'intera societ, ispirandosi  a  modelli
occidentali.  La soppressione delle confraternite religiose  ed  altre
misure   contrarie  alla  tradizione  islamica  suscitarono   numerose
proteste, che vennero duramente represse; analogamente vennero colpite
anche le minoranze curde, armene e arabe.
     In  Grecia la sconfitta subita ad opera della Turchia di  Mustafa
Kemal  provoc una grave crisi interna, che sfoci nella proclamazione
della  repubblica.  Questa  per  era resa  fragile  dalla  minacciosa
opposizione esercitata dalle forze monarchico-conservatrici, sostenute
dall'esercito.  Nel 1936, dopo ripetuti tentativi di colpo  di  stato,
anche in Grecia si form un regime dittatoriale.
     Anche  la  repubblica  albanese ebbe breve  durata:  Ahmed  Zogu,
presidente  del consiglio nel 1922-1923, si proclam prima  presidente
della  repubblica nel 1925 e poi re degli albanesi nel 1928,  avviando
un  governo  di  tipo  dispotico, sostenuto dalla  oligarchia  agraria
conservatrice e dall'Italia fascista.
     I  territori  della costa orientale del mar Baltico  erano  stati
annessi all'impero russo nel Settecento, dopo essere stati per  secoli
sottoposti  alla  prepotenza della Danimarca,  della  Germania,  della
Russia  e  della  Polonia.  Nel  1918 Lituania,  Lettonia  ed  Estonia
proclamarono   la  loro  indipendenza,  ma  furono  ostacolati   dalla
Germania, dalla Russia sovietica e dalla Polonia, per cui la  concreta
realizzazione di stati nazionali indipendenti avvenne nel 1920.  Anche
i  paesi  baltici  passeranno dalla democrazia parlamentare  a  regimi
autoritari e, nel 1940, entreranno a far parte dell'Unione Sovietica.
